Basta parole, fatti! E colori. L’Art Therapy della Libreria dei Ragazzi

art Therapy Libreria dei Ragazzi Milano

Basta parole, fatti! E colori.

In tempi di promesse, non mantenute, anche se messe nero su bianco, la Libreria dei Ragazzi propone di colorarlo, questo «nero su bianco», in silenzio: nessuna parola, solo tinte.

E atti concreti come quello di trasformare righe scarne in figure piene, vive e che alzano l’autostima facendoci sentire «creatori». O, per lo meno, più rilassati. Adesso la chiamano «Art Therapy» ma è semplicemente «il colorare stando nei contorni» che per generazioni e generazioni, almeno fino ad un decennio fa, è stata attività pomeridiana di molti adulti di oggi, poi sostituita da attività apparentemente più formanti, performanti, divertenti.

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Con un nuovo nome, ma vecchio e saggio principio, ora torna in voga e, se si riconferma terapeutica e antistress, perché dire «no» a priori a questo revival?

Per gli adulti, poi, lo è, perché i bambini non possono che accogliere tutto ciò come una allegra novità da sperimentare. Con cui misurarsi.

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Possono inoltrarsi ne «La foresta incantata» di Johanna Basford: il suo «intreccio a china da esplorare e colorare» proposto dalle edizioni Gallucci ha il prezioso e raro vantaggio della semplicità, gradita a tutte le età. Cosa, poi, più di una foresta, è un invito ad avanzare, di pagina in pagina, per scoprire ciò che si nasconde tra le foglie e tra i fogli? Fiori, rami, animali, case sugli alberi, castelli fatati, arabeschi e mandala. Rimasti a bocca aperta dalla letterale, ma senza parole, dovizia di particolari, si può iniziare a colorare dandosi ad una vera pratica estetica che non ha pari. Proporzionale alla dedizione è la pace poi ricavata.

Lasciando la natura per un mondo più astratto ma altrettanto ricco di segni, si può colorare le figure di Emily Bone e Mary Kilvert.

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Per le edizoni Usborn queste 4 mani propongono «Motivi ornamentali art déco da colorare» proiettandoci ai tempi delle nonne e delle bisnonne. Siamo negli anni ’20, ma le pagine ci riportano ai nostri anni 7.

Se colorare non ci basta, vogliamo creare, progettare, da zero, possiamo iniziare a vedere come ce la caviamo con i «20 modi per disegnare un albero» (edizioni Logos) raccontati, senza parole, da Eloise Renouf.

Perchè «Il modo migliore per imparare a disegnare è… DISEGNARE!».

Cosi vale per alberi e simili, prova lo sono i 900 deliziosi disegni di affascinanti elementi della natura: dalle conchiglie alle margherite, dai fiocchi di neve alle piume. Per dimostrare al mondo, ma soprattutto a noi stessi, che non ci sono solo 20 modi per disegnare un albero.

Lo stesso vale se si desidera disegnare un gatto, o un abito, con Julia Kuo, o un baffo, con le idee che Cara Bean regala anche su occhiali, faccine a fagiolo, a cuore o a cupcake, attaccature di capelli, visi a foglie, a goccia o con belle code di cavallo. Se Zoe Ingram gioca con una fragola, e altra buona frutta, Trina Dalziel si dedica alla farfalla e ad altre cose volanti tra cui coccinelle aeroplanini, anatre, porci con le ali e grifoni, fate e tacchini, api e piedi alati.

Finora è stato un gioco da ragazzi, con titoli per – anche per – bambini, L’ippocampo parla invece direttamente agli adulti e lo dice chiaro: ecco «Art Therapy colouring book».

Ne esistono tanti titoli, tanti esempi, che spaziano nell’universo della storia dell’arte e nel mondo, per creare occasioni in cui aumentare la capacità di concentrazione e migliorare l’umore.

Forme geometriche e ghirigori, curve e pattern dei più vari, con titoli che richiamano l’arte Celtica, o Giapponese, il Buddismo come i Giardini in fiore. Anche Maya & Aztechi fanno parte della squadra e tra le ultime proposte c’è l’album dedicato a «Liberty e Art Deco».

Questo volume contiene opposte bellezze: quella organiche, fatta di arabeschi, figure femminili e personaggi alati, del Liberty, e quella geometria e un pò «industriale» dell’Art Déco.

Tra le pagine antistress spuntano lampade Liberty, la facciata dell’Hotel Espana di Barcellona, motivi vegetali, uccelli, un dettaglio della Casa Batllò di Gaudì e sue sedie e panchine, affianco a piastrelle moderniste e alle opere di William Morris. C’è scelta, ma prima bisogna, al di là dell’età, decidere di mettersi in gioco, E temperare le matite.

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Articolo scritto da Redazione PinkItalia

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